Sviluppo sostenibile, idee e risorse per costruire l’unico futuro possibile

Sviluppo sostenibile, idee e risorse per costruire l’unico futuro possibile

La cifra distintiva del nostro tempo è la complessità. Una complessità tale da non poter essere compiutamente compresa né del tutto governata. Con questa riflessione Michelangelo Tagliaferri, fondatore di Fondazione Accademia di Comunicazione e presidente di Mathema Think Tank, ha inaugurato l’evento digitale “Benessere e sviluppo sostenibile”, che lo scorso 5 maggio ha visto ASFOR – Associazione Italiana per la Formazione Manageriale e APAFORM – Associazione Professionale ASFOR dei Formatori di Management tra le fila degli organizzatori insieme a Eumetra e alle già citate Fondazione Accademia di Comunicazione e Mathema Think Tank.

In occasione del convegno sono stati presentati i risultati della ricerca “Benessere e Sostenibilità”, condotta dall’istituto di ricerca sociale e marketing Eumetra: una fotografia delle ansie e delle paure, delle speranze e delle aspirazioni dell’Italia alle prese con la pandemia, presentata e commentata da Remo Lucchi, presidente dell’Advisory Board della società.

Il dibattito ha coinvolto il presidente di APAFORM Elio Borgonovi e il segretario generale di ASFOR Mauro Meda, insieme a Cristiana Rogate, Fondatrice e CEO di Refe, Strategie di Sviluppo Sostenibile, e a Pierluigi Stefanini, Presidente ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, con un contributo video di Giorgio Metta, Direttore Scientifico IIT Genova.

Adottando il punto di vista del management di impresa, la discussione ha affrontato alcuni quesiti impellenti, tipici del momento storico in cui viviamo: qual è la relazione tra benessere, sistema economico e sostenibilità? Quale il legame tra sviluppo sostenibile e responsabilità sociale? In che modo sarà possibile risolvere i problemi causati da un modello di sviluppo non più sostenibile senza provocarne di nuovi e irrimediabili?

Una società in affanno
Il confronto sulla sostenibilità non può che prendere le mosse dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile promossa dall’Onu: una mappa che già da sei anni dovrebbe orientare le politiche dei singoli stati a livello globale ma che solo oggi ha conquistato la dovuta centralità nel dibattito pubblico, sulla scorta dell’accelerazione indotta dalla pandemia e grazie al deciso intervento dell’Unione Europea, che ha identificato nella transizione ecologica, nella sostenibilità sociale e nell’innovazione digitale i pilastri della ripresa post-Covid.

Ma qual è l’impatto del cambiamento sulla vita delle persone? E quale il percorso da intraprendere per superare le criticità e garantire un futuro di benessere per il numero più ampio possibile di individui.

La ricerca di Eumetra svela una società in affanno. “I dati mostrano un disagio sociale diffuso, una degenerazione della qualità della vita e un divario crescente tra il 70% della popolazione che  rispetto alle tematiche sociali-ambientali e di sostenibilità, pur ritenute importanti, dà priorità all’esigenza di ricevere attenzioni per i propri bisogni di breve periodo – fa fatica a vivere –, e il restante 30% che, non avendo problemi di breve periodo, assume posizioni di forte attenzione alle future problematiche di sviluppo sostenibile, pur avvertendo la mutevolezza del presente”, spiega il presidente Remo Lucchi.

Il ruolo del sistema economico
Nel contesto di cambiamento accelerato dalla pandemia, l’attesa delle persone nei confronti del sistema economico è significativa e alle aziende viene chiesta un’assunzione di responsabilità sociale, giudicata più o meno soddisfacente a seconda dell’impegno profuso dai vari settori in termini di investimenti sui lavoratori, sviluppo di servizi sociali, sensibilità ai risvolti di impatto ambientale delle attività economiche.

“Non solo le aziende, ma tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte, ciascuno secondo il proprio ruolo, superando la frammentazione esistente e recuperando il senso della relazione come valore essenziale, in una visione di lungo periodo che vada oltre la logica della performance, rimasta a lungo l’unico metro di valutazione delle imprese e degli individui”, osserva il presidente di APAFORM, Elio Borgonovi. 

Due, in particolare, sono le categorie su cui investire per attivare il cambiamento: “Donne e giovani sono risorse gravemente penalizzate nel nostro paese, su cui invece è necessario puntare affinché l’intera società ritrovi slancio e fiducia. Il sistema ASFOR-APAFORM, che ha la missione di valorizzare le competenze degli individui all’interno delle organizzazioni e nella società, persegue convintamente questo obiettivo, promuovendo percorsi formativi di qualità per tutto l’arco della vita”, aggiunge il segretario generale di ASFOR Mauro Meda.

Imperativi, parole chiave e risorse della sostenibilità
“La fiducia, come formidabile risorsa per gestire la complessità, la scelta e lo scambio. Una visione comune, che dà senso – significato e direzione – all’agire. La responsabilità, come capacità di rispondere dei cambiamenti sociali, economici e ambientali prodotti.” Queste le parole chiave per la sostenibilità indicate da Cristiana Rogate, fondatrice e presidente di Refe – Strategie di Sviluppo Sostenibile, società milanese che si occupa di sostenibilità, misurazione delle performance e partecipazione, che ha sviluppato OpenReport™ e modalità innovative di digital reporting che nell’era della trasformazione digitale permettono di comunicare la sostenibilità in modo sempre più smart anche su web e social.

Una comunicazione che è sempre meno formale e sempre più espressione della consapevolezza che il cambiamento è necessario e non più rinviabile. “Occorre cambiare il modello di sviluppo e favorire processi di cittadinanza responsabile, facendo leva sulla consapevolezza delle persone. La formazione ha un ruolo determinante su entrambi i versanti, poiché incide sugli individui e sulle organizzazioni, facendo crescere le competenze necessarie per affrontare la complessità, in una mobilitazione generale che coinvolge l’intero Paese”, conclude Pierluigi Stefanini, presidente di ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, l’iniziativa promossa nel 2016 da Fondazione Unipolis e Università di Roma Tor Vergata divenuta il punto di riferimento in Italia nella diffusione delle istanze dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e nella mobilitazione per il raggiungimento degli SDGs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile identificati dall’Onu.