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Tavola Rotonda
Italian start-up:  un modello di successo fra innovazione e cultura 
ModeraEnrico Sassoon, direttore responsabile Harvard Business Review Italia
Andrea De Spirt, ceo and founder Jobyourlife 
Valentina Garonzi, chief executive office DIAMANTE - Diagnosi di Malattie Autoimmuni mediante NanoTecnologie
Enrico Nosedapartner growITup
Giorgio Andrea Federico Pautrie, fondatore e amministratore delegato Dante Medical Solution – MindtheGum

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Andrea De Spirt

Andrea De Spirt

Quale consiglio dare a chi ha intenzione di avviare una propria start-up (elementi fondamentali, quali driver hanno guidato il lancio)? Importanza del team, dell’execution, e della cultura del fallimento.
Quando si è avviata l’impresa, di  che cosa  si è maggiormente risentita la mancanza: ingegnerizzazione, managerialità, finanziamenti, partnership, eccetera?
Il focus è sulla ricerca di capitali, e sulle modalità con le quali approcciare i finanziatori.

Valentina Garonzi

Valentina Garonzi

Dal fermento della ricerca ecco un diamante! Diamante srl. La esperienza imprenditoriale attivata è frutto di un fermento positivo che coinvolge ricerca, finanziamenti pubblici, premi innovazione, start-up competition e progetti europei.

Tutto parte dal PhD della dottoressa  Linda Avesani, ora responsabile scientifico della start-up, impegnata sui temi delle biotecnologie vegetali e in particolare sull’uso delle piante per produrre composti di alto valore aggiunto. Il punto di svolta arriva nel 2012: il MIUR le assegna un grosso progetto, in collaborazione con medici dell’università di Verona e di Perugia, per sviluppare nuovi sistemi terapeutici e diagnostici per le malattie autoimmuni. Proprio nell’ambito di questo progetto il team di Linda Avesani, utilizzando virus vegetali, sviluppa il primo kit diagnostico che darà il via all’esperienza imprenditoriale di Diamante.

Il progetto del MIUR rappresenta il punto di partenza; ad esso seguono le prove di validazione scientifica che vedono l’affiancamento di studenti di biotecnologia, fra i quali Roberta Zampieri, attuale presidente di Diamante. Fa seguito il brevetto realizzato con l’università di Verona e fra gli inventori figurano anche ricercatori di Enea di Roma, a riprova che l’ecosistema della ricerca collabora attivamente.

Dati gli eccellenti risultati scientifici, Linda e Roberta, compreso il potenziale del progetto, decidono di “pensare fuori dagli schemi”, intravvedendo una nuova prospettiva imprenditoriale. Da qui il mio coinvolgimento e sono contattata da Linda, incontrata in precedenza per la mia laureatriennale , con l’incarico di effettuare l’analisi della sostenibilità economico-finanziaria del progetto. Questo il primo passo verso la formazione del team: ci siamo incontrate, ci siamo piaciute e abbiamo subito iniziato a lavorare, con un grande entusiasmo e un solo obiettivo, fare di questo progetto il nostro lavoro, il nostro futuro.
A seguire arrivano la domanda per la Fase 1 dello SME Instrument, progetto europeo molto ambito, e altri riconoscimenti di rilievo, fra cui il Premio Nazionale Innovazione (menzione Unicredit StartUp e premio Pari Opportunità) e il Premio Marisa Bellisario con il germoglio d’oro. Tutte occasioni importanti per darci visibilità, per iniziare dialoghi con investitori, ma anche e soprattutto per ricevere consigli, farci riflettere e maturare. Siamo partiti con un team imprenditoriale giovanissimo e ancora molto acerbo. Servono competenze e molta molta esperienza perché operiamo in un ambito, quello delle biotecnologie, in cui ogni progetto di ricerca ha possibili ricadute applicative. Una cosa è però fare ricerca (anche se in un laboratorio aziendale), un’altra è gestire un’impresa.

Come ci siamo mosse? Abbiamo fatto squadra, o meglio team, un team tutto al femminile, in cui ognuna di noi ha il proprio ruolo e coltiva le proprie competenze. Questo per sfatare il mito che le donne non sono capaci di fare squadra…
Come ci stiamo muovendo ora?
Stiamo cercando capitali attraverso investimenti in capitale e progetti europei, crediamo nella scalabilità del nostro business e quindi stiamo valutando diverse alternative. Stiamo inoltre costruendo solide collaborazioni anche fuori dai confini italiani. Ci hanno definite come la start-up che “scatena” i virus vegetali per la diagnosi di malattie autoimmuni difficili da riconoscere. Ammetto che in questo nostro percorso un po’ di fermento lo abbiamo creato, ora siamo proiettate verso il futuro.

Il consiglio da dare a chi ha intenzione di avviare una propria start-up ( quali elementi fondamentali, quali driver hanno guidato il lancio)? La risposta. Team unito ed eterogeneo, grande entusiasmo verso lo stesso obiettivo. Intraprendenza. Coraggio. Fare network, lasciarsi contaminare da altre realtà. Essere sempre molto preparati e informati.

All’avvio della impresa, la mancanza maggiore ha riguardato l’accesso ai finanziamenti, la carenza di esperienza,  e il non avere informazioni specifiche di settore

Enrico Noseda 

Dopo 10 anni a Londra con Skype, sono tornato a Milano per scommettere nell’innovazione, nell’eccellenza e nell’imprenditorialità italiana. Oggi sostengo i valori e gli obiettivi di growITup, il progetto nato dalla collaborazione di Cariplo Factory e di Microsoft per far crescere gli imprenditori italiani e accelerare la trasformazione digitale delle aziende. L’Italia ha bisogno di casi di successo - rileva Enrico Noseda - e di progetti in grado di catalizzare forti investimenti. ASFOR è un buon momento per mettere in luce tutto questo”.

L’ecosistema dell’innovazione italiano presenta un numero importante di start-up, cento e passa acceleratori che fanno un egregio lavoro incubando e accelerando idee, ma i numeri degli investimenti di Venture Capital sono ancora molto inferiori al potenziale che esprime il Paese.

Le start-up sono soggetti dinamici, con modelli di business di rottura, ma ‘poveri’ di risorse e con una scarsa capacità di internazionalizzare. Il mondo delle grandi aziende ha invece risorse quasi illimitate: umane, e risorse economiche, budget di ricerca e sviluppo, canali commerciali, clienti, partner, ma sono spesso ingessate da processi strutturati e ancorate a modelli di business tradizionali che non permettono loro di sfruttare il potenziale che l’innovazione digitale può portare loro. 

Far lavorare le grandi aziende e le startup insieme sembra la naturale quadratura del cerchio per portare valore a entrambi.
GrowITup nasce come piattaforma di matching fra il mondo corporate e quello delle start-up con l’obiettivo di aiutare le start-up a crescere e le grandi aziende italiane a innovare.

Giorgio Pautrie

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Il fondatore e amministratore delegato Dante Medical Solution – MindtheGum illustra la storia di Mind the Gum e DanteM : dalla nascita del primo prodotto alla distribuzione che si espande in tutta Italia, lo sforzo per il miglioramento continuo: nuovo gusto, nuovo prodotto. i passaggi dalla fase di start-up ad azienda.

Sostiene come consiglio più importante da dare a chi inizia una avventura imprenditoriale: l’essere convinti della propria idea e del proprio potenziale e, in fase di avvio, lamenta in modo particolare i problemi provocati dalla inesperienza oltre alla lentezza dei processi.

"ll consiglio principale è l’essere convinti della propria idea, perché è per la sua realizzazione e crescita che dovrai dedicare molti sacrifici. La tua azienda deve venire prima di te e la tua idea prima di tutto. Rileva Giorgio Pautrie che osserva: "Un percorso, quello che mi ha portato a alla creazione della Dante MS senza dubbio anomalo, ma che mi ha permesso di trasformare quella che poteva diventare la giornata peggiore della mia vita in una scommessa imprenditoriale. Non avere paura di mettersi in gioco e la propensione al problem solving sono le principali qualità che, con il tempo, abbiamo imparato a fare nostre e che cerchiamo nella nostra squadra."

YouTubeiconTavola rotonda Italian start-up


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