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XV Giornata della Formazione Manageriale è l’appuntamento annuale, organizzato da ASFOR, per approfondire i temi centrali nell’interesse di chi si occupa di formazione manageriale, sviluppo del capitale umano, cultura, competenze per la competitività delle organizzazioni, innovazione e imprenditorialità: un focus di speciale attenzione si indirizza ai giovani, al sistema Paese e allo sviluppo futuro in un quadro di sostenibilità complessiva.

Da diversi anni l’Associazione Italiana per la Formazione Manageriale, infatti, è impegnata a valorizzare la formazione manageriale, intesa quale leva per favorire, da un lato, processi di cambiamento e innovazione nell’ambito del sistema economico e produttivo italiano e, dall’altro, stimolare nei giovani la crescita di nuova imprenditorialità e start-up, in particolare nelle attività collegate alle nuove tecnologie, ai processi di innovazione e alla sfida della DigitalGlobalization.

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Il focus sulla innovazione e sulla imprenditorialità dei giovani e riguardo il futuro del Paese ha contrassegnato i lavori della XV edizione della Giornata ASFOR della Formazione Manageriale.

«Formazione, Innovazione e Imprenditorialità: questa triade sintetizza in modo efficace l’oggetto della XV Giornata della Formazione Manageriale - ricorda il presidente ASFOR Vladimir Nanut - aspetti che si inseriscono in un quadro economico e sociale più ampio e in continuo divenire, ovvero presentano implicazioni su molte altre dimensioni: demografiche, culturali-sociologiche, formative, welfare, lavoro e competenze digitali. L’evento - continua Nanut - si ricollega con quanto è sviluppato da tempo dall’Associazione per valorizzare la formazione manageriale, leva idonea a favorire i processi di cambiamento e innovazione nell’ambito del sistema economico italiano. In particolare siamo impegnati in un’azione di stimolo rivolta soprattutto ai giovani per la nascita e lo sviluppo di nuova imprenditorialità e di start-up nelle attività connesse alle nuove tecnologie, ai processi di innovazione e alle sfide della DigitalGlobalization».

«Non vi è dubbio che la ripresa e il rilancio della nostra economia, e quindi la creazione di nuove occasioni lavorative e imprenditoriali per le giovani generazioni, passi anche, e forse soprattutto, proprio dalla capacità di sfruttare le opportunità offerte dalla rivoluzione digitale in atto che sta progressivamente, e a una velocità incredibile, permeando tutte le attività produttive» - osserva Nanut. In questo senso l’ASFOR Award for Excellence a Federico Marchetti, amministratore delegato di YOOX NET-A-PORTER GROUP, rappresenta una positiva sintesi di come il migliore DNA imprenditoriale italiano crei innovazione e sviluppo».

YouTubeiconApertura lavori

La XV Giornata ASFOR rivela in apertura uno scenario a confronto.

Remo Lucchi, fondatore Eumetra-Monterosa Research ed esperto di macro-analisi, illustra i principali trend in atto e le sfide che attendono i giovani e la nostra società.

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Massimo Gaetano Colombo, deputy director for research and rankings Politecnico di Milano School of Management, approfondisce l’impatto che l’imprenditoria giovanile - e in particolare quella deglu studenti universitari - può essere in grado di esercitare sulla evoluzione della società italiana.

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Una Tavola rotonda sulle competenze manageriali per generare start-up e guidare i giovani verso la innovazione e la realizzazione di imprese vincenti offre pareri documentati sulle realtà in sviluppo:Carlo Carraro, presidente H-FARM Education, Stefano Mainetti, consigliere delegato PoliHub - Startup District & Incubator - Fondazione Politecnico di Milano, Raffaele Oriani, associate dean for Post-Graduate programmes, direttore MBA, LUISS Business School, Elisabetta Salvati, presidente AFORISMA Business School portano il loro contributo alla riflessione. Modera: Gaia Fierlter, giornalista collaboratrice de L'Impresa - Il Sole 24 Ore .

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Una sessione pomeridiana è dedicata a start-up innovative realizzate da giovani imprenditori italiani e agli attori dell'ecosistema che supportano. Attraverso la presentazione di casi reali, si è data voce al senso delle sfide vissute dai protagonisti delle iniziative, alle loro esperienze, ai modelli organizzativi, agli ostacoli e alle difficoltà che hanno dovuto superare per raggiungere il successo.
Andrea De Spirt, ceo and Founder Jobyourlife
Valentina Garonzi, chief executive office DIAMANTE Diagnosi di Malattie Autoimmuni mediante NanoTecnologie
Enrico Noseda, partner growITup
Giorgio Andrea Federico Pautrie, fondatore e amministratore delegato Dante Medical Solution – MindtheGum
Moderatore: Enrico Sassoon, direttore responsabile Harvard Business Review Italia.

Al fine di onorare la memoria di Gianluca Spina, il compianto dean del MIP, in accordo con l’Associazione Gianluca Spina, ASFOR ha deciso di istituire un nuovo riconoscimento ASFOR Award 2017 Best Under 40 Italian Professors, rivolto a individuare un giovane docente di management italiano under 40 anni, che si sia distinto per una brillante carriera accademica internazionale e per l’ottenimento di significativi risultati nella ricerca scientifica.

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La prima edizione del Premio vede l’assegnazione a Francesca Gino, professor of business administration in the negotiation, organizations & markets unit presso Harvard Business School, la quale, pur operando stabilmente negli USA, ha mantenuto solidi legami anche con il nostro Paese, portando la nostra cultura, il nostro DNA nella ricerca manageriale internazionale.

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A conclusione dei lavori della XV Giornata si è tenuta la cerimonia di conferimento dell’ASFOR Award for Excellence, destinato dall’Associazione a personalità eccellenti che hanno dato e stanno dando un contributo di valore alla crescita economica e al prestigio internazionale del nostro Paese. 

Federico Marchetti, amministratore delegato di YOOX NET-A-PORTER GROUP, riceve il premio in virtù della capacità di vision imprenditoriale, del riconosciuto modello innovativo d’impresa vincente in ambito globale che ha generato nuovo valore nel mondo del fashion, della particolare attenzione al ruolo delle Risorse Umane e della qualità della formazione per generare innovazione.

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Federico Marchetti dialoga con Marco Vergeat, vice presidente vicario ASFOR.
Il presidente ASFOR Vladimir Nanut chiude i lavori.

 


ASFOR Award 2017 Best Under 40 Italian Professors 
Conferimento ASFOR Award in memoria di Gianluca Spina 
con il sostegno della Associazione Gianluca Spina
 
La XV Giornata della Formazione Manageriale è stata valida occasione per conferire l’Award Best Under 40 italian Professors, premio che ASFOR ha istituito quest’anno per riconoscere una carriera internazionale nella ricerca e nella management education, in costante collegamento con la cultura italiana e con il DNA unico che contraddistingue il nostro Paese. 

Al fine di onorare la memoria di Gianluca Spina, il compianto dean del MIP e in accordo con l’Associazione Gianluca Spina, ASFOR ha deciso di istituire un nuovo riconoscimento: ASFOR Award 2017 Best Under 40 italian Professors, rivolto a individuare un giovane docente italiano di management under 40, che si sia distinto per una brillante carriera accademica internazionale e per l’ottenimento di significativi risultati nella ricerca scientifica.
La prima edizione del Premio vede l’assegnazione a Francesca Gino, professor of business administration in the negotiation, organizations & markets unit presso Harvard Business School, la quale, pur operando stabilmente negli USA, ha mantenuto solidi legami anche con il nostro Paese, portando la nostra cultura e il nostro DNA nella ricerca manageriale internazionale.

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La vincitrice dell’ASFOR Award 2017 Best Under 40 italian Professors è Francesca Gino. Una carriera iniziata nel 2004 con un PhD in Economics and Management alla Sant’Anna School of Advanced Studies di Pisa, sviluppatasi poi in ambito internazionale e dal 2010 presso Harvard Business School. La docente, nella sua giovane ma ricca esperienza accademica, ben rappresenta le peculiarità e lo spirito del Premio conferitole da ASFOR. Una grande capacità di sviluppo di cultura e ricerca manageriale in un contesto internazionale l’ha portata a essere un riferimento sui temi: Negotiation, Organizations & Markets Unit (.. applying behavioral economics to organizational problems… ). Importanti i riconoscimenti già ottenuti: 2013 Cummings Scholarly Achievement Award, from the Academy of Management Organizational Behavior Division; HBS Faculty Award by Harvard Business School’s MBA Class of 2015; by Poets & Quants to be among their "40 under 40", a listing of the world's best business school professors under the age of 40. Tra le numerose pubblicazioni e articoli va citato il libro “Sidetracked: Why Our Decisions Get Derailed and How We Can Stick to the Plan” tradotto in 8 lingue e, recentemente, lo speciale pubblicato da Harvard Business Review Italia (Marzo 2017) su “Talento ribelle: Lasciate che i vostri dipendenti si ribellino”, che ben evidenziano i suoi studi sul “non conformismo costruttivo”.

YouTubeiconAssegnazione premio a Francesca Gino

Nell’assegnare questo primo Award, ASFOR riscontra nella carriera di Francesca Gino entrambi i valori che intende sostenere: una grande capacità di sviluppo di cultura e ricerca manageriale in un contesto internazionale, strettamente collegata alla valorizzazione dell’essere italiana, portatrice quindi di una cultura che si collega e si integra con efficacia con i migliori ambiti di ricerca mondiale. In un filmato, Francesca Gino, ha lanciato due messaggi che le stanno particolarmente a cuore rivolti ai giovani: il sapere coltivare un giusto spirito di ribellione e quello di voler mantenere sempre la propria curiosità innata.

 

Giovani e Futuro: trend e sfide nell’era della DigitalGlobalization
Remo Lucchi, ricercatore e fondatore Eumetra-Monterosa research

 

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Il contributo fornisce considerazioni sulle prospettive professionali delle nuove generazioni, tenendo conto dei grandi cambiamenti avvenuti: individui più colti e critici, mercati caratterizzati dalla globalizzazione, gestione di breve periodo delle grandi imprese, grande sviluppo tecnologia digitale, il tutto accompagnato da crisi strisciante. Per affrontare le conseguenze nel mondo del lavoro, si sviluppano tre aree di analisi: la cultura da cui veniamo (politico, sociale, organizzativa), i cambiamenti intervenuti, e le prospettive professionali.

Il contesto appare piuttosto complesso e, anche se i vincoli prodotti da una particolare gestione politica del Paese non paiono ottimali, si intravvedono comunque le premesse di un futuro interessante, in quanto i nuovi protagonisti (nuove generazioni) stanno portando una cultura differente nell’approccio al lavoro, e nella gestione organizzativa delle imprese. Il che si riscontra, sia per quanto riguarda il lavoro dipendente – nell’auspicio che le logiche organizzative dell’impresa abbandonino le vecchie impostazioni tayloristiche verticali e diventino più orizzontali e coinvolgenti gli individui –, sia per quanto riguarda le nuove attività indipendenti (start-up).

Quest’ultime (start-up) hanno - nella storia - sempre sofferto del problema finanziario: spesso geniali, ma con pochi soldi e con grande difficoltà ad accedere alle risorse.
Ma il futuro riserva loro grandissime opportunità: lo sviluppo tecnologico offrirà in tempi molto brevi grandissima potenzialità produttiva - stampanti 3D, internet delle cose, …- a costi decisamente abbordabili. Con grandissima probabilità non ci saranno quindi più blocchi determinati da problemi finanziari. Non solo, ma la nuova cultura sociale che si sta innestando – che vede un forte sviluppo della “relazionalità” e collaboratività - e la tendenza alla condivisione e allo sharing, favorirà lo sviluppo di ecosistemi produttivi complementari (formicai imprenditoriali). Ne conseguirà una forte democratizzazione dell’economia globale, con drastiche riduzioni delle disparità.

YouTubeiconIntervento Remo Lucchi


Imprenditoria giovanile e il suo impatto sulla società. 
Massimo Gaetano Colombo, deputy director for research and ranking
Politecnico di Milano School of Management 


Massimo Gaetano Colombo, deputy director for research and rankings Politecnico di Milano School of Management

L’imprenditoria giovanile è una componente importante dell’economia italiana, infatti il 10 per cento circa delle imprese italiane sono fondate da imprenditori con meno di 35 anni.

Nel contesto economico italiano, l’imprenditoria giovanile può essere una risposta efficace alle difficoltà che i giovani incontrano nell’entrare nel mondo del lavoro. Tuttavia, oltre a rappresentare una potenziale soluzione del problema della disoccupazione, la creazione di una nuova impresa è un modo per i giovani di mettere a frutto il capitale umano di cui dispongono. In questa prospettiva, le università possono giocare un ruolo di estremo rilievo in quanto luogo privilegiato per la formazione del capitale umano dei giovani. In particolare, Massimo Colombo, insieme alla collega Evila Piva, Professore Associato al Politecnico di Milano, ha studiato l'imprenditorialità degli studenti del Politecnico. Il progetto ha mostrato come, in questo contesto, il Politecnico di Milano, prima università tecnica italiana, ha giocato un ruolo particolarmente significativo.

Tra gli oltre 65mila alumni laureati al Politecnico di Milano negli anni 2000-2014, 3.382 alumni (circa il 5% dei laureati) hanno fondato almeno una impresa negli anni di studio al Politecnico o negli anni immediatamente successivi.

Complessivamente, questi giovani imprenditori hanno fondato 3.825 nuove imprese (nel seguito chiamate POLIMI start-up). Alla fine del 2015, il giro di affari generato dalle POLIMI start-up ancora attive e indipendenti supera i 2.3 miliardi di euro e complessivamente queste imprese contano oltre 7.400 addetti.
È interessante sottolineare che il fenomeno della creazione delle POLIMI start-up non è confinato alla regione Lombardia, in cui i principali campus dell’ateneo milanese sono localizzati, ma interessa l’intera penisola italiana, e non è limitato ai settori ad alta intensità tecnologica, infatti le POLIMI start-up operano in oltre 70 diversi settori.

I laureati che hanno maggiore probabilità di diventare imprenditori sono coloro che, attraverso una formazione in un dominio fortemente specialistico, hanno acquisito competenze significative, documentate da performance universitarie particolarmente brillanti.

YouTubeiconIntervento Massimo Gaetano Colombo


Tavola Rotonda 
Competenze manageriali per generare start-up e guidare i giovani verso l’innovazione
e la realizzazione di imprese vincenti
 

Modera Gaia Fiertler, giornalista collaboratrice de L'Impresa - Il Sole 24 Ore
Interventi: 
Carlo Carraro, presidente H-FARM 
Stefano Mainetti, ceo PoliHub - Startup District & Incubator - Fondazione Politecnico di Milano 
Raffaele Oriani, associate dean for Post-Graduate programmes, direttore MBA, LUISS Business School 
Elisabetta Salvati, presidente AFORISMA Business School

Carlo Carraro

Illustrazione della unicità del modello formativo di H FARM, in cui la formazione è disegnata per il mondo del digitale e inserita in un ecosistema di start-up dove la distanza tra formazione ed esperienza lavorativa (sviluppo imprenditoriale) si annulla.

Presentazione della struttura del percorso formativo e opportunità di learning on the job offerte agli studenti in H CAMPUS. Il nuovo campus, progettato dall’architetto Richard Harris, in un terreno arbustivo di 40.000 ettari, è previsto  a regime nel 2020 con 2.000 studenti e sarà in grado di ospitare 1050 persone tra staff e startupper. 

L’investimento reso disponibile è di 101 milioni di euro.

Proposta dei contenuti del percorso formativo di H FARM - che si svolge in lingua inglese - in cui competenze manageriali si associano a competenze digitali e di design, con grande enfasi su processi di apprendimento basati su design thinking e sviluppo delle soft skills.

Stefano Mainetti

Stefano Mainetti

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Bisogna sfatare un falso mito: i fattori critici di successo per il lancio di una startup non sono le competenze manageriali. I fattori critici di successo sono nell’ordine:

  1. Timing
  2. Team
  3. Business model
  4. Idea
  5. Funding

La prima competenza è quindi di saper vivere nel futuro e di accorgersi che il futuro è sul punto di avverarsi. Poi la capacità fondamentale è quella di saper creare un team. Solo dopo arriva la prima competenza gestionale esplicita che è quella di definire un business model.

Il MIP ha ben chiari questi elementi, e per questo offre un percorso denominato Startup Program che propone, con la modalità del training on the job, i principali passi che devono essere compiuti da una startup:

  • Business model
  • Commercial planning
  • IP protection Economics, Legal, Financials
  • Investor pitch

Qui è fondamentale la qualità della didattica e la formula dell’active learning.
In questo programma vengono affiancati ai team dei mentor specializzati nel dominio di business e dei tutor di PoliHub per tutto il percorso di accelerazione.
Questo percorso permette di valutare il team e la startup.
Solo in un secondo tempo, vale a dire in fase di scale-up, diventano fondamentali le competenze manageriali. Il MIP per questa fase mette a disposizione tutti i percorsi brevi Executive specializzati per dominio di business. Inoltre ha messo a punto un nuovo percorso Executive denominato “Entrepreneurship Lab” volto a far sviluppare in laboratori per imprenditori, quella cultura manageriale applicata indispensabile per il loro lavoro.

C’è un ampio dibattito – ricorda Stefano Mainetti- circa il fatto che l’imprenditorialità possa o meno essere insegnata. Ciò che è certo è che le migliori università e business school oggi sono in grado di fornire agli imprenditori le competenze necessarie per avviare un nuovo business, affinare un business model, definire piani commerciali, accedere a capitale di rischio, gestire persone ed evitare rischi finanziari o legali.”

Raffaele Oriani

Raffaele Oriani

“Le business school devono accettare le nuove sfide create dai processi di innovazione digitale, che modificano le professioni e le competenze richieste dal mercato del lavoro,- sottolinea Raffaele Oriani - e confrontarsi con nuovi paradigmi di creazione del valore, che prevedono la condivisione delle risorse e una sostenibilità di lungo termine. A tal fine, devono continuamente innovare i contenuti e le metodologie didattiche, stimolando la creatività e la capacità di problem solving. In Luiss Business School, abbiamo introdotto negli ultimi anni e in tutti i programmi diversi laboratori trasversali che aiutino i nostri studenti a portare imprenditorialità, innovazione e cambiamento nei contesti professionali in cui saranno chiamati ad operare”.

Al centro dell’approfondimento le nuove sfide per la formazione manageriale (rivoluzione digitale e ridefinizione delle professioni, nuovi paradigmi per la creazione di valore, sostenibilità) così come il cambiamento delle skill richieste dal mercato (complex problem solving, critical thinking, creativity). 
Innovazione ed imprenditorialità sono al centro dei processi formativi. Imprenditorialità intesa non solo come creazione di nuove imprese, ma anche come generazione di cambiamento all’interno di organizzazioni esistenti. Tutto ciò richiede innovazione nei contenuti e nelle metodologie didattiche. Lab esperienziali e didattica in modalità flipped.

In Luiss BS è stato introdotto AdVenture Lab, nell’ambito del quale gli studenti sviluppano proprie idee di business o supportano startup e corporate ventures nelle fasi di sviluppo. 
Importanza dell’integrazione con l’acceleratore universitario (Luiss Enlabs).

Elisabetta Salvati 
Intervento di sintesi, predisposto ma non presentato di persona.

Parlare di “competenze manageriali per generare start-up e guidare i giovani verso l’innovazione e la realizzazione di imprese vincenti” significa, di fondo, parlare della capacità della formazione di educare all’imprenditorialità, cioè di promuovere competenze imprenditoriali.

L’educazione all’imprenditorialità è una delle priorità dell’agenda Europea 2020 ed è stata integrata nei curricula della maggior parte dei Paesi europei. Su 28 Paesi dell’Unione Europea, 21 hanno avviato programmi di educazione all’imprenditorialità. Tra i grandi Paesi, solo Italia, Francia e Germania non hanno ancora organicamente inserito questo tema all’interno dei curricula scolastici, anche se sono presenti progetti sperimentali da parte di singole scuole in Italia generare competenze imprenditoriali. 
Perché è così importante l’educazione alla imprenditorialità?

pdf slides di approfondimento - intervento Elisabetta Salvati

YouTubeiconTavola Rotonda Competenze manageriali


Tavola Rotonda
Italian start-up:  un modello di successo fra innovazione e cultura 
ModeraEnrico Sassoon, direttore responsabile Harvard Business Review Italia
Andrea De Spirt, ceo and founder Jobyourlife 
Valentina Garonzi, chief executive office DIAMANTE - Diagnosi di Malattie Autoimmuni mediante NanoTecnologie
Enrico Nosedapartner growITup
Giorgio Andrea Federico Pautrie, fondatore e amministratore delegato Dante Medical Solution – MindtheGum

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Andrea De Spirt

Andrea De Spirt

Quale consiglio dare a chi ha intenzione di avviare una propria start-up (elementi fondamentali, quali driver hanno guidato il lancio)? Importanza del team, dell’execution, e della cultura del fallimento.
Quando si è avviata l’impresa, di  che cosa  si è maggiormente risentita la mancanza: ingegnerizzazione, managerialità, finanziamenti, partnership, eccetera?
Il focus è sulla ricerca di capitali, e sulle modalità con le quali approcciare i finanziatori.

Valentina Garonzi

Valentina Garonzi

Dal fermento della ricerca ecco un diamante! Diamante srl. La esperienza imprenditoriale attivata è frutto di un fermento positivo che coinvolge ricerca, finanziamenti pubblici, premi innovazione, start-up competition e progetti europei.

Tutto parte dal PhD della dottoressa  Linda Avesani, ora responsabile scientifico della start-up, impegnata sui temi delle biotecnologie vegetali e in particolare sull’uso delle piante per produrre composti di alto valore aggiunto. Il punto di svolta arriva nel 2012: il MIUR le assegna un grosso progetto, in collaborazione con medici dell’università di Verona e di Perugia, per sviluppare nuovi sistemi terapeutici e diagnostici per le malattie autoimmuni. Proprio nell’ambito di questo progetto il team di Linda Avesani, utilizzando virus vegetali, sviluppa il primo kit diagnostico che darà il via all’esperienza imprenditoriale di Diamante.

Il progetto del MIUR rappresenta il punto di partenza; ad esso seguono le prove di validazione scientifica che vedono l’affiancamento di studenti di biotecnologia, fra i quali Roberta Zampieri, attuale presidente di Diamante. Fa seguito il brevetto realizzato con l’università di Verona e fra gli inventori figurano anche ricercatori di Enea di Roma, a riprova che l’ecosistema della ricerca collabora attivamente.

Dati gli eccellenti risultati scientifici, Linda e Roberta, compreso il potenziale del progetto, decidono di “pensare fuori dagli schemi”, intravvedendo una nuova prospettiva imprenditoriale. Da qui il mio coinvolgimento e sono contattata da Linda, incontrata in precedenza per la mia laureatriennale , con l’incarico di effettuare l’analisi della sostenibilità economico-finanziaria del progetto. Questo il primo passo verso la formazione del team: ci siamo incontrate, ci siamo piaciute e abbiamo subito iniziato a lavorare, con un grande entusiasmo e un solo obiettivo, fare di questo progetto il nostro lavoro, il nostro futuro.
A seguire arrivano la domanda per la Fase 1 dello SME Instrument, progetto europeo molto ambito, e altri riconoscimenti di rilievo, fra cui il Premio Nazionale Innovazione (menzione Unicredit StartUp e premio Pari Opportunità) e il Premio Marisa Bellisario con il germoglio d’oro. Tutte occasioni importanti per darci visibilità, per iniziare dialoghi con investitori, ma anche e soprattutto per ricevere consigli, farci riflettere e maturare. Siamo partiti con un team imprenditoriale giovanissimo e ancora molto acerbo. Servono competenze e molta molta esperienza perché operiamo in un ambito, quello delle biotecnologie, in cui ogni progetto di ricerca ha possibili ricadute applicative. Una cosa è però fare ricerca (anche se in un laboratorio aziendale), un’altra è gestire un’impresa.

Come ci siamo mosse? Abbiamo fatto squadra, o meglio team, un team tutto al femminile, in cui ognuna di noi ha il proprio ruolo e coltiva le proprie competenze. Questo per sfatare il mito che le donne non sono capaci di fare squadra…
Come ci stiamo muovendo ora?
Stiamo cercando capitali attraverso investimenti in capitale e progetti europei, crediamo nella scalabilità del nostro business e quindi stiamo valutando diverse alternative. Stiamo inoltre costruendo solide collaborazioni anche fuori dai confini italiani. Ci hanno definite come la start-up che “scatena” i virus vegetali per la diagnosi di malattie autoimmuni difficili da riconoscere. Ammetto che in questo nostro percorso un po’ di fermento lo abbiamo creato, ora siamo proiettate verso il futuro.

Il consiglio da dare a chi ha intenzione di avviare una propria start-up ( quali elementi fondamentali, quali driver hanno guidato il lancio)? La risposta. Team unito ed eterogeneo, grande entusiasmo verso lo stesso obiettivo. Intraprendenza. Coraggio. Fare network, lasciarsi contaminare da altre realtà. Essere sempre molto preparati e informati.

All’avvio della impresa, la mancanza maggiore ha riguardato l’accesso ai finanziamenti, la carenza di esperienza,  e il non avere informazioni specifiche di settore

Enrico Noseda 

Dopo 10 anni a Londra con Skype, sono tornato a Milano per scommettere nell’innovazione, nell’eccellenza e nell’imprenditorialità italiana. Oggi sostengo i valori e gli obiettivi di growITup, il progetto nato dalla collaborazione di Cariplo Factory e di Microsoft per far crescere gli imprenditori italiani e accelerare la trasformazione digitale delle aziende. L’Italia ha bisogno di casi di successo - rileva Enrico Noseda - e di progetti in grado di catalizzare forti investimenti. ASFOR è un buon momento per mettere in luce tutto questo”.

L’ecosistema dell’innovazione italiano presenta un numero importante di start-up, cento e passa acceleratori che fanno un egregio lavoro incubando e accelerando idee, ma i numeri degli investimenti di Venture Capital sono ancora molto inferiori al potenziale che esprime il Paese.

Le start-up sono soggetti dinamici, con modelli di business di rottura, ma ‘poveri’ di risorse e con una scarsa capacità di internazionalizzare. Il mondo delle grandi aziende ha invece risorse quasi illimitate: umane, e risorse economiche, budget di ricerca e sviluppo, canali commerciali, clienti, partner, ma sono spesso ingessate da processi strutturati e ancorate a modelli di business tradizionali che non permettono loro di sfruttare il potenziale che l’innovazione digitale può portare loro. 

Far lavorare le grandi aziende e le startup insieme sembra la naturale quadratura del cerchio per portare valore a entrambi.
GrowITup nasce come piattaforma di matching fra il mondo corporate e quello delle start-up con l’obiettivo di aiutare le start-up a crescere e le grandi aziende italiane a innovare.

Giorgio Pautrie

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Il fondatore e amministratore delegato Dante Medical Solution – MindtheGum illustra la storia di Mind the Gum e DanteM : dalla nascita del primo prodotto alla distribuzione che si espande in tutta Italia, lo sforzo per il miglioramento continuo: nuovo gusto, nuovo prodotto. i passaggi dalla fase di start-up ad azienda.

Sostiene come consiglio più importante da dare a chi inizia una avventura imprenditoriale: l’essere convinti della propria idea e del proprio potenziale e, in fase di avvio, lamenta in modo particolare i problemi provocati dalla inesperienza oltre alla lentezza dei processi.

"ll consiglio principale è l’essere convinti della propria idea, perché è per la sua realizzazione e crescita che dovrai dedicare molti sacrifici. La tua azienda deve venire prima di te e la tua idea prima di tutto. Rileva Giorgio Pautrie che osserva: "Un percorso, quello che mi ha portato a alla creazione della Dante MS senza dubbio anomalo, ma che mi ha permesso di trasformare quella che poteva diventare la giornata peggiore della mia vita in una scommessa imprenditoriale. Non avere paura di mettersi in gioco e la propensione al problem solving sono le principali qualità che, con il tempo, abbiamo imparato a fare nostre e che cerchiamo nella nostra squadra."

YouTubeiconTavola rotonda Italian start-up


Conferimento ASFOR Award for Excellence 2017 
a Federico Marchetti, amministratore delegato YOOX NET-A-PORTER GROUP
Marco Vergeat, vice presidente vicario ASFOR, intervista Federico Marchetti

Conferimento dell’ASFOR Award for Excellence 2017 all’imprenditore Federico Marchetti, amministratore delegato di YOOX NET-A-PORTER GROUP. 

Il riconoscimento, istituito nel 2013, premia ogni anno personalità eccellenti che, con la propria attività imprenditoriale e professionale, stanno dando un contributo importante alla crescita economica e al prestigio internazionale del nostro Paese.

La motivazione alla base dell’assegnazione a Federico Marchetti, illustrata dal presidente ASFOR Vladimir Nanut durante la cerimonia di premiazione, riconosce il modello innovativo d’impresa vincente in ambito globale che ha generato nuovo valore nel mondo del fashion. In modo particolare Marchetti ha posto al centro del pensiero imprenditoriale le persone che con lui collaborano come principali partner nel processo d’innovazione generato da YOOX NET-A-PORTER GROUP. Inoltre, ha creduto da sempre nel valore strategico della formazione manageriale, valorizzando i giovani nei processi di sviluppo.

Federico Marchetti ha ripercorso la propria storia imprenditoriale durante un dialogo condotto da Marco Vergeat, vice presidente vicario ASFOR che ha sottolineato i valori ispiratori che caratterizzano l’impresa, fondata del 1999, in un quadro di forte attenzione permanente alla sostenibilità complessiva del progetto ispiratore.

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“Il premio ASFOR - ha commentato Federico Marchetti - testimonia l’impegno di YOOX NET-A-PORTER GROUP nel fare impresa in maniera innovativa e sostenibile grazie al lavoro di un formidabile team di oltre 4.200 collaboratori provenienti da 75 nazioni, con un’età media di 33 anni e al 61% composta da donne. Da sempre investiamo nell’educazione digitale perché riteniamo che la formazione dei giovani talenti sia alla base dello sviluppo del nostro settore e non solo”.
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Premiazione Federico Marchetti e conclusioni

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